Contenuto informativo generale: l’applicazione concreta dipende da attività, organizzazione e rischi effettivamente presenti.

In sintesi

Cosa porti via da questa guida.

  1. 01Agricoltura e attività florovivaistiche
  2. 02Cantieri edili e attività affini
  3. 03Cave e pertinenze esterne

Cosa prevede l’ordinanza regionale

L’ordinanza del 22 maggio 2026, integrata il 14 luglio, vieta il lavoro all’aperto dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni e nelle aree in cui la mappa Worklimate segnala un livello di rischio alto per lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa. La disciplina stagionale è indicata fino al 15 settembre 2026.

Quali attività sono interessate

Il provvedimento riguarda il settore agricolo e florovivaistico, i cantieri edili e affini, le cave e relative pertinenze esterne. L’integrazione comprende anche la logistica di piazzale e la consegna di beni per conto altrui in ambito urbano effettuata all’aperto con velocipedi o veicoli a motore a due ruote.

  • Agricoltura e attività florovivaistiche
  • Cantieri edili e attività affini
  • Cave e pertinenze esterne
  • Logistica di piazzale
  • Consegne urbane nelle condizioni indicate dall’ordinanza
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Come verificare se il divieto si applica

La verifica va effettuata sulla mappa previsionale Worklimate riferita a lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa, considerando località e giornata di lavoro. La consultazione deve entrare nell’organizzazione quotidiana e non essere lasciata al singolo lavoratore.

Cosa deve organizzare l’azienda

Turni anticipati o posticipati, pause in luoghi ombreggiati, disponibilità di acqua, informazione sui sintomi, abbigliamento adeguato e gestione delle emergenze devono essere definiti prima dell’esposizione. Vanno inoltre considerate acclimatazione, condizioni individuali segnalate attraverso i canali sanitari e attività con particolare carico fisico.

  • Controllo giornaliero delle previsioni
  • Rimodulazione di orari, turni e lavorazioni
  • Pause programmate e aree fresche o ombreggiate
  • Acqua accessibile e indicazioni sull’idratazione
  • Procedura per malesseri e primo soccorso

Ordinanza e valutazione dei rischi

Il divieto regionale è una misura straordinaria e temporanea. Non sostituisce la valutazione del microclima e della radiazione solare né la pianificazione delle misure previste dal sistema aziendale di prevenzione. Il rischio può richiedere interventi anche fuori dalla fascia 12:30–16:00 o in giornate non interessate dal divieto.

Fonti ufficiali

Riferimenti consultati per questo approfondimento:

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