Contenuto informativo generale: l’applicazione concreta dipende da attività, organizzazione e rischi effettivamente presenti.
Cosa porti via da questa guida.
- 01La settimana di sensibilizzazione non è una nuova norma.
- 02I dati mensili INAIL sono denunce provvisorie, non casi già tutti riconosciuti.
- 03Trasferte e tragitto casa-lavoro richiedono letture diverse.
Perché parlarne durante la Settimana europea 2026
Dal 19 al 23 ottobre 2026 l’iniziativa Sìcura 2026, con la partecipazione di INAIL Emilia-Romagna e Dimeila, dedica un seminario alla prevenzione del rischio stradale. Il dato nazionale più recente diffuso dall’INAIL, riferito alle denunce presentate nei primi otto mesi del 2026 e ancora provvisorio, segnala inoltre un aumento del 7,0% degli infortuni in itinere rispetto allo stesso periodo del 2025. Questi aggiornamenti richiamano l’attenzione sul tema, ma non introducono una nuova scadenza generale per aggiornare il DVR: l’azienda deve partire dalle esposizioni reali e dagli obblighi già vigenti.
- La settimana di sensibilizzazione non è una nuova norma.
- I dati mensili INAIL sono denunce provvisorie, non casi già tutti riconosciuti.
- Trasferte e tragitto casa-lavoro richiedono letture diverse.
Prima distinzione: guida per lavoro e infortunio in itinere
La guida per lavoro comprende, per esempio, consegne, visite a clienti, sopralluoghi, assistenza tecnica e spostamenti tra sedi compiuti durante l’attività. Se queste situazioni sono presenti, il rischio connesso va considerato nella valutazione aziendale: l’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008 richiede di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza. L’infortunio in itinere riguarda invece il percorso di andata e ritorno tra abitazione e luogo di lavoro, secondo le condizioni della tutela assicurativa. Non va confuso con una trasferta né usato come etichetta automatica per qualsiasi incidente avvenuto fuori sede. L’eventuale riconoscimento del singolo caso compete all’INAIL, non al DVR o a questa guida.
Chi esporre nella mappa della mobilità aziendale
Non limitarti agli autisti professionali. Anche un commerciale che visita clienti, un manutentore, un tecnico che raggiunge cantieri, un responsabile che si sposta tra punti vendita o un addetto che effettua una consegna occasionale può guidare per lavoro. La mappa dovrebbe collegare persone, mezzi, tratte e frequenza, considerando anche veicoli propri autorizzati per servizio, noleggi e mezzi condivisi. Gruppi con compiti diversi non vanno compressi in una valutazione generica.
- Mansioni e persone che guidano, anche solo occasionalmente.
- Chilometri, durata, orari, frequenza e aree percorse.
- Veicolo aziendale, proprio, in leasing, a noleggio o condiviso.
- Trasporto di passeggeri, attrezzature, merci o sostanze.
- Spostamenti urgenti, notturni, isolati o con condizioni meteo critiche.
Cosa valutare oltre alla patente
Patente valida e rispetto del Codice della strada sono prerequisiti, non una valutazione completa. Occorre esaminare organizzazione, veicolo, percorso e condizioni della persona senza raccogliere dati sanitari non necessari. Pressioni sui tempi, telefonate, navigatore, stanchezza, turni, carico sistemato male e manutenzione insufficiente possono combinarsi. Per ogni criticità servono misure attuabili, responsabilità e controlli: un richiamo generico alla prudenza non corregge una pianificazione che obbliga a recuperare ritardi sulla strada.
Un esempio pratico: tecnico con tre interventi nella stessa giornata
Un tecnico deve raggiungere tre clienti, porta utensili e riceve aggiornamenti mentre guida. La verifica non si ferma alla distanza totale: controlla tempi assegnati, pause possibili, modalità di contatto, idoneità del vano di carico, manutenzione e gestione degli imprevisti. Possibili interventi sono una pianificazione con margine realistico, la regola di fermarsi prima di rispondere, il fissaggio delle attrezzature e un controllo periodico documentato del mezzo. Dopo l’introduzione delle misure si osservano ritardi, segnalazioni, danni e quasi incidenti per capire se il piano funziona.
Misure concrete per i viaggi di lavoro
Le misure vanno scelte sulla base della valutazione, non acquistate come pacchetto standard. L’INAIL, nel modello OT23 2027, valorizza anche corsi teorico-pratici di guida sicura e dispositivi non obbligatori come avviso di stanchezza e frenata di emergenza. Il modello riguarda una riduzione del tasso per prevenzione richiesta dalle aziende che realizzano e documentano determinati interventi: non trasforma ogni voce in un obbligo generale. Prima di investire, verifica requisiti, tempi e documentazione probante.
- Programmare appuntamenti e consegne con tempi compatibili e pause.
- Definire una regola per chiamate, messaggi e navigazione durante la marcia.
- Controllare manutenzione, pneumatici, dotazioni e segnalazione dei difetti.
- Sistemare e fissare correttamente merci e attrezzature.
- Prevedere criteri per rinviare o modificare il viaggio in condizioni critiche.
- Formare e addestrare in modo coerente con mezzi e situazioni effettive.
Cosa può fare l’azienda per la mobilità casa-lavoro
Il tragitto casa-lavoro non si gestisce come una missione impartita dall’azienda, ma l’organizzazione può adottare azioni di prevenzione volontarie. L’INAIL richiama, tra gli interventi del modello OT23 2027, servizi collettivi di trasporto e miglioramenti delle infrastrutture stradali in prossimità del luogo di lavoro. Possono essere utili anche analisi degli orari di ingresso e uscita, informazioni sui percorsi e iniziative con il mobility manager quando previsto o presente. Queste misure non garantiscono il riconoscimento assicurativo di un evento e vanno tenute distinte dalla procedura di denuncia.
Incidenti e near miss: come usarli per migliorare
Tamponamenti senza lesioni, danni in parcheggio, carichi spostati e frenate improvvise possono mostrare criticità prima di un infortunio. Raccogli fatti essenziali senza cercare subito un colpevole: attività svolta, orario, percorso, condizioni, veicolo, pressione organizzativa e misura che non ha funzionato. La segnalazione deve produrre una decisione, un responsabile e una verifica. Se emergono modifiche significative o infortuni rilevanti, occorre valutare anche l’aggiornamento della valutazione secondo l’articolo 29 del D.Lgs. 81/2008.
Checklist per una verifica con RSPP e responsabili operativi
La checklist serve a preparare il confronto e non sostituisce la valutazione. Coinvolgi chi pianifica attività e trasferte, chi gestisce i mezzi e i lavoratori esposti; consulta il RLS secondo le regole applicabili.
- Sono censite tutte le mansioni che guidano per lavoro?
- Il DVR distingue trasferte operative e mobilità casa-lavoro?
- Tempi, turni e obiettivi evitano pressioni incompatibili con una guida sicura?
- Esiste una regola applicata per telefono e messaggi?
- Controlli, manutenzioni e difetti dei mezzi sono tracciati?
- Merci e attrezzature vengono sistemate e fissate correttamente?
- Incidenti, danni e quasi incidenti producono azioni verificabili?
- Le misure scelte hanno un responsabile e una data di controllo?
FAQ: ogni azienda deve inserire il rischio stradale nel DVR?
Il DVR deve riflettere i rischi effettivamente presenti. Se lavoratori guidano durante l’attività o per incarichi di servizio, l’esposizione non dovrebbe essere ignorata solo perché avviene fuori dai locali aziendali. Contenuti e dettaglio dipendono da mansioni, frequenza, mezzi e organizzazione. Il solo tragitto casa-lavoro va invece distinto dalla guida svolta per lavoro e richiede un inquadramento coerente, non formule standard.
FAQ: il corso di guida sicura basta per essere conformi?
No. Può essere una misura utile e, alle condizioni previste, anche un intervento valorizzato nel modello OT23, ma non sostituisce la valutazione né corregge da solo veicoli inadeguati, manutenzione carente o tempi irrealistici. La formazione deve entrare in un sistema che comprende organizzazione, mezzi, procedure e verifica dell’efficacia.
Il prossimo passo: costruire una mappa degli spostamenti
Per chiedere una verifica a Sicurlife prepara elenco delle mansioni che guidano, mezzi utilizzati, trasferte tipiche, orari, eventuali procedure, manutenzioni e segnalazioni degli ultimi anni. Da questi elementi si può controllare la coerenza del DVR e definire un piano di miglioramento proporzionato. Le fonti sotto riportate sono state consultate il 21 ottobre 2026.
Fonti ufficiali
Riferimenti consultati per questo approfondimento:
- INAIL — Sìcura 2026, seminario sulla prevenzione del rischio stradale, 19–23 ottobre 2026
- INAIL — denunce di infortuni e malattie professionali, dati provvisori di agosto 2026
- INAIL — modello OT23 2027 e interventi per la prevenzione del rischio stradale
- INAIL — approfondimento su infortuni con mezzo di trasporto, 25 marzo 2026
- INAIL — accordo con ACI per la sicurezza stradale, 22 gennaio 2026
- Normattiva — D.Lgs. 81/2008, testo vigente consultato il 21 ottobre 2026
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